Salvare vite non è un reato

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La nave di ricerca e soccorso Sea-Watch 3 era rimasta bloccata al largo di Lampedusa per 16 giorni, nel bel mezzo di un'ondata di calore, dopo aver salvato 53 migranti che si trovavano a bordo di un gommone al largo della costa libica. La capitana della nave, Carola Rackete, è stata arrestata ingiustamente dalle autorità italiane dopo aver forzato il blocco e aver portato la nave nelle acque italiane, per condurre i migranti in un porto sicuro. Ora potrebbe rischiare fino a 5 anni di prigione per "favoreggiamento dell'immigrazione clandestina" e una multa di 15.000 euro per ogni persona soccorsa.

È solo l'ennesimo esempio di come si stia criminalizzando il diritto di aiutare le persone: in tutta Europa, cittadini e organizzazioni della società civile vengono sottoposti ad arresti, multe e umiliazioni soltanto per aver fornito assistenza umanitaria a persone che fuggono da persecuzioni. Solo tre giorni fa altre due navi - la Alan Kurdi e la Alex - impegnate in missioni di soccorso si sono trovate in contrasto con i paesi UE nella ricerca di un porto sicuro. Non sono questi i "valori europei" di cui ci vantiamo così tanto.

Martedì 16 luglio, gli eurodeputati eleggeranno un/a nuovo/a Presidente della Commissione europea. È un momento cruciale per cambiare le cose in Europa. Come cittadini e cittadine europei chiediamo ai nostri eurodeputati di votare contro un Presidente della Commissione che non si impegni a ristabilire una nuova missione europea di ricerca e soccorso nel Mediterraneo.

In particolare, chiediamo al nuovo Presidente della Commissione di impegnarsi a:

  • Creare canali sicuri e legali per i migranti e ristabilire una missione europea di ricerca e soccorso efficiente;
  • Smettere di punire i volontari e le organizzazioni della società civile per il soccorso e l'aiuto alle persone che fuggono da persecuzioni, fame e violazioni dei diritti umani nel Mediterraneo;
  • Riformare l'accordo di Dublino per stabilire una politica d'asilo che sia fondata sulla solidarietà, sull'umanità e su un processo ordinato, inclusa anche l'equa condivisione della responsabilità tra i paesi UE;
  • Sospendere qualunque tipo di sostegno alla guardia costiera libica e assicurarsi che le persone soccorse non siano rimandate in Libia, poiché non dovrebbe essere considerata un paese sicuro.

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Carola Rackete è stata arrestata ingiustamente dalle autorità italiane dopo aver forzato il blocco nelle acque italiane per condurre i migranti verso un porto sicuro. Per questo potrebbe rischiare fino a 5 anni di prigione per "favoreggiamento dell'immigrazione clandestina" e una multa di 15mila euro per ogni persona soccorsa. Come cittadini europei chiediamo alla nuova Commissione UE di ristabilire una missione europea di ricerca e soccorso.

Salvare vite non è un reato.

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